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Nomesino: Prime Popolazioni

Posizione Geografica

Prime popolazioni

La Bonifica del territorio

Le case, le strade

Nomesino e la nostra storia

Castel Nomesino, pianta del castello, il suo tesoro.

Conquista e distruzione.

Gardumo sconfigge Venezia.

Le tre strie

PRIME POPOLAZIONI

Sarebbe interessante sapere chi è stato il primo uomo che ha camminato sul territorio del nostro paesino. Le più antiche tracce della presenza umana nel Basso Trentino risalgono a circa centroventimila anni fa, al paleolitico dopo la terza era glaciale, alla quale seguì la quarta durata fino a circa ventimila anni or sono. Il miglioramento climatico riprese attorno a tredicimila anni fa. Si presume che il ripopolamento del territorio alpino sia avvenuto tra i tredicimila e i settemila anni fa. Certi sostengono che le montagne sono state abitate prima dei fondovalle in quanto liberatesi per prime dal manto di ghiaccio scivolato in basso. L'ottima esposizione al sole del nostro territorio potrebbe aver favorito la crescita delle prima praterie e delle prime piante da frutto selvatiche, mentre il fondovalle rimaneva ancora un esteso acquitrino. L'uomo di quel tempo cacciava lo stambecco, il bisonte, l'alce, il cinghiale, l'orso, il lupo, il castoro, la lepre, l'uro (un erbivoro ritenuto il progenitore dei bovini) e più tardi il cervo e il capriolo: tracce di questi animali sono state travate in vari siti archeologici trentini. Egli era organizzato in Clan, composti da una ventina di persone circa e praticava un nomadismo stagionale spostandosi da una valle all'altra: è quindi il probabile che il primo uomo abbia calpestato il nostro territorio circa diecimila anni fa. In Bordala è stata rinvenuta una lancia in selce azzurrognola lungua circa cinque centimetri. E' cosa cerca che le prime popolazioni giunsero dalla pianura: etruschi, iberi, liguri, euganei, protoitalici e altri. Un miscuglio di queste genti diede origine alla popolazione indigena.
Un incremento considerevole della popolazione sulle nostre montagne avvenne attorno al III- IV secolo a.C. per effetto della'intrata dei Celti (Galli) in Italia i quali spinsero le popolazioni preesistenti dalla pianura verso le montagne.


A Nomesiono sono stati ritrovati dei monili celtici fra cui una fibula in bronzo il cui modello risale circa al VII secolo a.C. conservata a Trento presso il Museo del Castello del Buonconsiglio.
Molte popolazioni subirono gli influssi della cultura celtica. In genere i Celti stabilivano le loro dimore su alture in modo da controllare ampi territori e vie di comunicazione. Ciò richiama il modello strutturale detto castelliere.
L'altura su ciu sorgeva il castello di Nomesino potrebbe essere servita a  dimora di questo genere: alla base esiste anche un terreno coltivabile senza muri di sostegno.
I Romani chiamarono queste popolazioni montane con il nome deri Reti e la regione alpina da essi abitata divenne la Rezia.
Fatta eccezione per le zone paludose, la vita in pianura è sempre stata più agevole che in montagna. Comprendere le ragioni per cui le popolazioni retiche sono migrate verso le montagne e hanno faticato secoli per bonificare territori come Nomesino, è alquanto difficile. Una probabile ipotesi è la puara di continue scorrerie di altri popoli conquistatori, compresi i Romani, e quindi la ricerca di zone un po' fuori mano, più tranquille.
Chi percorre la Vallagarina, guardando le montagne a nord, non vede i paesi di Nomesino e Corniano, quindi per quei tempi, la scelta di questo luogo costituiva di per sè un elemento di sicurezza e difesa dai numerosi passaggi di orde barbare e legioni romane.

 


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