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Fra l'800 ed il l'900. La cooperazione

Schede Storiche by Alessio Less   

Presentazione della Mostra Fotografica:  

 Stiani a Panòm e a Varam -

1) Cenni Storici.  Nell'Ottocento Pannone e Varano

2) Fra 800 e 900. La cooperazione

3) La Grande Guerra;  I soldati di Pannone e Varano

4) L'esodo della popolazione

5) La guerra a Pannone e Varano

6) Il dopo-guerra e la  ricostruzione. Il nuovo comune di Pannone

 

     Le nuove culture della patata   e del mais, diffuse nel corso dell'800, favorirono l'aumenteo della popolazione ma non furono sufficienti a contrastare la grave crisi economica che si presentò verso la fine del secolo. Le difficoltà incentivarono l'emigrazione stagionale e poi definitiva verso le province dell'Austria, verso altri paesi europei e verso le Americhe. Gli effetti della crisi economica furono attenuati nei nostri paesi dal fatto che ogni famiglia possedeva almeno qualche campo e ogni paese aveva inoltre dei beni comunitari da assegnare in "parti" a tutti i censiti. Molti tuttavia emigrarono, soprattutto in America.

Molto importante per i nostri paesi fu infine la nascita e la diffusione della moderna cooperazione nei primi anni del novecento e particolarmente delle casse rurali e delle cooperative di consumo. La cooperazione determinò un miglioramento delle condizioni economiche e sociali e diminui le difficoltà della popolazione.

Nel 1896 si costituì la Cassa Rurale di Pannone, che fu la prima della valle e una delle prime nel Trentino. Nel 1900 iniziò a funzionare la Famiglia cooperativa di Pannone.

Promotore fu il curato Don Lorenzo Pedrinolli, che fu anche il fondatore e primo presidente della Cassa Rurale. Soci erano una trentina di uomini di Pannone, fra cui il medico condotto Dott. Ruggero Scartezini. Don Pedrinolli seguì certamente i consigli di Don Lorenzo Guetti, curato del Bleggio, che nel 1892 fondò la prima Cassa Rurale del Trentino.

Verso la fine del secolo Mori ricevette un grande impulso dalla costruzione della ferrovia Mori-Arco-Riva, inaugurata nel 1891; essa giovò anche alla Val di Gresta, che usufruiva delle due stazioni di Loppio e, per quanto riguarda Pannone, anche di Nago. Si videro i primi "forestieri", generalmente tedeschi, che facevano delle cammninate sui nostri monti partendo da Arco o da Riva.

L'economia dei nostri paesi iniziò a prosperare; i prodotti dell'agricoltura erano in parte venduti. Le famiglie potevano agevolmente acquistare qualche capo di vestiario o qualche mobile per la casa. La "pellagra" era meno diffusa e migliorarono l'alimentazione e le condizioni igieniche. Alcuni investirono i risparmi nei buoni del tesoro austriaci, il cui interesse tanto più aumentava, quanto più la guerra si avvicinava.

Arrivarono nel 1914 a Pannone ed in tutta la Val di Gresta compagnie di soldati austro-ungarici, di diverse nazionalità, che iniziarono a scavare trincee, a forare "stoli", a costruire strade e fortini sul Creino, sul Gofèl, in Garda, in Brugnolo, alla Busatta, in Gajane, sulle Dosse, a Santa Giustina.

Nel 1914, alla vigilia della Grande Guerra, Pannone arrivò forse al massimo della sua popolazione e contava 523 abitanti, con circa 70 di Varano.


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