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Il Caposaldo Austro-Ungarico del Nagià Grom 1914-1918

Archiviata la stupenda impresa della ricostruzione della Chiesetta di S. TOME', sovrastante l'abitato di Nago, che ha dato tante soddisfazioni e riconoscimenti per la bellezza dell'opera finita, pur non trascurando la consueta attività di Gruppo nei confronti dei Soci e della Comunità, si fa strada nella mente dei componenti il Direttivo, l'idea di realizzare una nuova IMPRESA che susciti l'interesse per il recupero di testimonianze storiche,   quasi completamente nascoste, nell'ambiente naturale a noi vicino e con esso mirare alla valorizzazione del territorio che le circonda sia sotto l'aspetto storico, didattico turistico, paesaggistico e panoramico.

(Lavori sul Monte Nagià Grom)

Ci si prefissa che l'opera dovrà tener conto di aspetti essenziali:

• Recupero, ricostruzione e sistemazione di una porzione dei manufatti risalenti alla prima Guerra Mondiale del 1914-1918, ormai nascosti e sconosciuti, ubicati in una zona di facile accesso e raggiungibili in brevissimo tempo. In pratica salvare un patrimonio storico che altrimenti andrebbe definitivamente perso e dimenticato;

• Esecuzione del lavoro a regola d'arte allo scopo di ripristinare i manufatti conformi allo stato originale senza aggiunte o modifiche, quindi impiegando solo materiali esistenti sul luogo. Usando quei materiali smottati nel corso degli anni senza ricorrere a conglomeranti, calcestruzzi, mattoni., laterizi e altro;

• Riscoprire testimonianze storiche che tanta importanza hanno avuto nella vita dei nostri nonni;

• Offrire al visitatore la possibilità di ammirare, durante un facile e comodo percorso, la genialità delle opere ricuperate in un paesaggio ricco di bellissimi angoli naturali e stupendi punti panoramici.

Già nel 2000 alla festa del carnevale di Manzano a S. Apollonia, il consigliere Silli Francesco assieme a Bertolini Ivano profondo affezionato conoscritore del monte per avervi trascorso buona parte della sua fanciullezza, procedevano ad un sopralluogo sul monte Nagià Grom in mezzo ad una fitta e intricata boscaglia, alcuni tratti di quelle fortificazioni nascoste e confuse dai franamenti e dalla vegetazione, ne scoprono abbondanti vestigia, ne rimangono affascinati ed entusiasti. Dopo aver coinvolto anche tutto il consiglio direttivo, si decide di intervenire sul sito prescelto. Solo nel 2001 anche i Patti Territoriali hanno previsto lavori di recupero di trincee in Val di Gresta con spesa stanziata a carico della Provincia di Trento.

A questo punto si convenne: perché non provvedere noi con le nostre mani? Come anzidetto un provvedimento così era già nei programmi del Gruppo: il Monte Nagià –Grom possedeva tutti i requisiti voluti, il lavoro si prospettava affascinante sia per la sua natura che per la disponibilità di noi Alpini i quali offrendo gratuitamente la manodopera dei propri volontari avrebbero consentito all'Ente Pubblico un notevole risparmio economico a beneficio di altri interventi.

Si parte subito nel programmare il lavoro..

Del progetto se ne fanno carico i consiglieri incaricati Francesco Silli, Ciaghi Mariano, Girardelli Franco e Bertolini Franco.

Dopo i primi sopralluoghi e la conseguente programmazione Silli predispone le domande di autorizzazione a procedere al Comune di Mori, agli organi competenti della Provincia, al Museo storico della Guerra di Rovereto e all'Ispettorato Forestale.

Al Comune di Mori si chiede l'assegnazione delle attrezzature occorrenti dal momento che il lavoro verrà eseguito nella quasi totalità manualmente. 

Si chiede inoltre un contributo in denaro per l'acquisto dei molti materiali di uso corrente e non da ultimo per sostenere le spese di approvvigionamento dei viveri e bevande da rifocillare i numerosi volontari durante le indispensabili pause del faticoso e impegnativo, ma anche ricco di soddisfazioni, lavoro domenicale.

Si riesce a riunire un meraviglioso gruppo di volontari fra i Soci ed Amici di Manzano, San Felice e Mori e con essi, nella primavera del 2001, si inizia il lavoro che domenica dopo domenica si protrarrà per anni scanditi anche da momenti di gioia e di festa per i risultati raggiunti.

Il lavoro, iniziato nel 2001 sulla cima del monte, ha visto il restauro di circa 2000 metri di camminamenti, il recupero di varie trincee, lo svuotamento dai detriti di alcune grotte e gallerie, per un totale di circa 8000 ore. 

Il lavoro di recupero sta continuando sulle pendici del Grom e secondo le valutazioni dei promotori e dei volontari proseguirà poiché continue sono le scoperte nel fitto della vegetazione di nuove trincee, camminamenti, casematte e postazioni. Interessante e notevole l'aver messo in luce i resti molto leggibili delle cucine da parte di un gruppo di Amici provenienti dall'Alto Adige. Ciò significa che l'importanza dei lavori va oltre il nostro territorio. 

Molte sono inoltre le visite di studio da parte di studenti di scuole e città diverse, che si stanno effettuando sul luogo, grazie anche ad una perfetta organizzazione dei funzionari del Museo Storico della Guerra di Rovereto ed alla nostra collaborazione.

Sul sito è stata costruita una baracca di legno da adibire a deposito attrezzi.

Quanto realizzato e si realizzerà in futuro è destinato a costituire un percorso turistico- storico per gli appassionati. Rappresenterà anche un percorso della Memoria di ciò che è avvenuto in questi martoriati luoghi durante la guerra del 1915/18 rivolto soprattutto ai giovani per ricordare quanti hanno patito, sofferto e sono morti e che serva anche di monito e stimolo per una fratellanza fra tutti i popoli e Pace duratura.


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