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Marcia sulla Neve

La “Marcia nella neve” che ogni anno si svolge in Alta Carnia si terrà il 17 gennaio 2015.

Marcia nella neve a ricordo di Nikolajewka - 2015

Il tema sarà “Il patire” e, va sottolineato che ogni anno viene proposto un argomento diverso per la meditazione, sempre nella continuità ed anche quello
del 2015  seguirà questo importante principio.
La marcia si svolgerà nel silenzio, si patirà la fatica e il freddo: il tema delle meditazioni di quest'anno è proprio incentrato su “il patire”. La piccola sofferenza della Marcia, tra ricordo e memoria, verrà vissuta nel silenzio e questo  permetterà ad ognuno di celebrare, nel suo intimo, il ricordo di coloro che lo hanno preceduto. La Marcia è una celebrazione unica che pone i “partecipanti” a rivivere, a cercare di rivivere, in quanto doverosa memoria, gli anni tragici della guerra degli alpini. Il 17 gennaio è la data che ci riporta all'inizio del 1943 quando agli uomini del Corpo d'Armata Alpino verrà impartito l'ordine di lasciare le posizioni sul Don: iniziava la Ritirata dal Fronte russo.
Il 17 gennaio di oggi diverrà il giorno per ricordare, riunire in una unica doverosa unione le tappe dolorose vissute da tutti gli alpini. La celebrazione avrà inizio alle ore 18 presso la ex Caserma Plozner Mentil di Paluzza e, poi, via, ci si snoderà, camminando per strade, sentieri e mulattiere fino a raggiungere, alle ore 20 circa, il Tempio Ossario di Timau, dove sono  raccolte le spoglie di migliaia di caduti e verrà celebrata la S.Messa. Sono predisposte cinque soste dove verranno letti brani per meditare e su questi ognuno farà suo il ricordo degli alpini delle divisioni Cuneense, Tridentina e Julia ed anche di tutti coloro che, negli anni successivi, sono “andati avanti”.
Va sottolineato ancora che gli alpini partecipanti alla cerimonia, patiranno la fatica della marcia, il freddo della notte, marceranno accompagnati dal suono delle campane delle Chiese della valle, faranno emergere e rinnoveranno la loro spiritualità alpina. Nel Tempio Ossario di Timau che ospita le spoglie di migliaia di alpini, verrà celebrata la S.Messa e si mediterà su quanto ognuno ha saputo cogliere durante la Marcia.
All'inizio a tutti i convenuti verrà distribuito un libretto per seguire le letture e poter meditare sul nostro essere alpini oggi.

La Marcia nella neve da Paluzza a Timau -  Gennaio 2014


Era una sera piena dell'ultima luce del giorno il 25 gennaio, quando gli alpini si sono ritrovati nella vecchia caserma, l'unica che porta un nome didonna, Maria Plozner Mentil, per iniziare il percorso per ricordare tutti gli alpini caduti in terra di Russia. Uomini delle tre divisioni: la Cuneense, di piemontesi e liguri, la Tridentina, di lombardi, trentini e veneti e la Julia, di friulani, emiliani e abruzzesi.

Come ogni anno al calar delle prime ombre gli alpini che si sono ritrovati hanno lasciato il cortile della caserma e si sono messi in cammino, in silenzio, cercando di riflettere sulle parole che erano state lette.
Faceva freddo quel giorno di fine gennaio nella valle del But, nell'Alta Carnia e il sentiero da percorrere prima saliva, poi c'era un breve tratto di piano, poi ricominciava salire, ancor più scosceso. “Come nella vita di tutti i giorni”  -  avrà pensato qualcuno. Ma quella sera era tutto diverso, si celebrava la morte di molti, si ricordava quella tremenda carneficina che era stata la guerra in Russia e, poi, ancora la ritirata, iniziata un mese dopo lo
sfondamento russo, ma questi reparti di soldati di montagna italiani doveva coprire la marcia di altri reparti di tedeschi e di altre truppe loro alleate che si erano sbandate.
Alle divisioni alpine l'ordine di ripiegamento venne dato con colpevole ritardo, ma in quella sera di gennaio non veniva giudicata la tattica o la strategia, era necessario ricordare il patimento, la fame, il freddo  vissuto da quegli uomini che la sera del 26 gennaio 1943 vinsero la battaglia per la vita.
Tanti morirono perché si salvassero altri, perché la patria in quei lunghi interminabili giorni non si identificava nella “terra”, ma nei compagni alpini.
La battaglia di Nikolajewka iniziò la mattina, quando il battaglione Verona del 6° Alpini della Tridentina venne quasi totalmente distrutto.
Gli attacchi frontali non permettevano di superare il terrapieno della massicciata ferroviario, dove sulla sommità erano schierati, ben protetti, numerosi caposaldi russi, ben armati e ben equipaggiati nelle loro divise invernali che ricevevano il rifornimento continuo di munizioni.
La situazione era disastrosa, gli alpini dovettero retrocedere fino ad una distanza di sicurezza e i russi pensarono di aver vinto quella battaglia: era necessario tenerli “inchiodati” lì su quel terreno scoperto tutta la notte e di quegli italiani con l'abbassarsi repentino della temperatura nella notte …, il giorno dopo non sarebbe stato più necessario sparare. Non fu così, alcuni alpini più ardimentosi all'avvicinarsi della sera, aggirarono il nemico e il caposaldo russo cadde e questo permise l'attacco in forze e la “vittoria”.
Sulla spianata di Nikolajewka rimasero tanti punti neri erano migliaia e migliaia di uomini che aveva combattuto per la vita dei propri compagni!  

Ecco perché Nikolajewka non può essere celebrata solo in piazza, con discorsi, fanfare, sfilate di labari e gagliardetti, la “Giornata della memoria degli alpini” ha maggior significato se celebrata in silenzio riflettendo su quella disastrosa, ma altrettanto eroica impresa.
Ecco il significato della “Marcia nella neve”, il camminare nel freddo della sera, il patire per cercare di capire e condividere il patimento. La compassione, il patire insieme, è un sentire in relazione con l'altro, e secondo i filosofi si può definire come il fondamento stesso della morale. È una passione condivisa, soprattutto un patire insieme. Una prossimità all'altro, alla sua ferita, alla sua morte.

Si giunge dopo circa due ore sulla spianata del Tempio Ossario di Timau, è ormai buio anche se le montagne tutto intorno, coperte di neve, riflettono la luce. La neve crocchia sotto i gli scarponi, c'è un vento gelido che fa sventolare il Tricolore sul piazzale. Ai brividi di freddo si aggiungono i brividi per l'emozione della vista del Tricolore  Questa è una vera cerimonia alpina e chi l'ha compiuta si sentirà sicuramente più degno di tale nome.

      

Alta Carnia, 27 nov. 2013

Marcia nella neve                                      

In Carnia, ogni gennaio, da diverso tempo, si tiene una celebrazione del ricordo molto particolare: la “Marcia nella neve”.
Si svolgerà anche il 25 gennaio 2014,  organizzata dai Gruppi ANA della Valle del But, in quella solcata da quel torrente nell'Alta Carnia.
L'importante evento, unico nel suo genere, è organizzato e patrocinato della Sezione Carnica di Tolmezzo.
La Marcia nella neve, anche nel 2014, avrà inizio, all'imbrunire, dalla Caserma Plozner Mentil, che è ubicata alle porte di Paluzza e si snoderà su nella valle fino ad arrivare al Tempio Ossario di Timau.
Si camminerà in silenzio, nel freddo intenso della notte, solito per le temperature della valle del But che sono di norma anche  segnate dal vento gelido che si incanala tra i contrafforti rocciosi. La celebrazione è utile, per ricordare non solo Nikolajewka, ma cercare di “vivere”, come esperienza formativa, il patimento dei nostri nonni e padri alpini.
L'evento, unico nel suo genere, è organizzato soprattutto grazie al forte impegno dei gruppi alpini di Paluzza, Cleulis e Timau.
Durante il percorso ogni chiesa suonerà le campane, proprio come ne “l'ultima notte degli alpini”.
Si raggiungerà quindi il Tempio Ossario di Timau che è un edificio sacro alla patria, dove sono custodite le spoglie di molte migliaia di soldati italiani che combatterono su quelle crode nella I guerra mondiale e in quel Tempio di Timau, poi, sarà particolarmente significativa l'esposizione dell'Icona del Cristo, una immagine sacra russa, portata da un ufficiale alpino sotto il cappotto lacero, durante tutta la Ritirata di Russia.
Questa è custodita in una stele in ferro battuto che contiene in alto la sacra Icona, e nella parte mediana una piccola urna di cristallo che custodisce terra e frammenti di ossa, sono stati raccolti in un cimitero poco distante dal Don. Con questi simboli sacri il ricordo va ai dolorosi giorni della Ritirata di Russia, che vide protagonisti gli alpini della Tridentina, della Cuneense e della Julia, ma che rende importante ed essenziale la Marcia per gli alpini è la celebrazione, in silenzio, provando un po' di patimento del freddo e la fatica del salire.
Gli alpini, è certo, quella sera, nel ricordo, ritrovano e ritemprano la loro alpinità.
(Per chi volesse pernottare è disponibile la camerata con letti a castello della Caserma di Paluzza!
La Cerimonia dura infatti dalle ore 17 alle 20 e poi vi è la S.Messa); Contatti ANA Paluzza  - capogruppo Carlo Vozza.

 Paluzza (Alta Carnia), 28 Gennaio 2012


Marcia sulla Neve per ricordare e cercare di vivere (un pizzico) della sofferenza degli Alpini in Russia! 

 

Il 28 gennaio si è tenuta la “Marcia nella neve” che da Paluzza ha portato i partecipanti a raggiungere il Tempio Ossario di Timau.
La “Marcia nella neve” ha un valore soprattutto per la memoria degli alpini, non è una manifestazione sportiva, ma è un lungo momento di meditazione in un quadro di sofferenza e di fatica.
Si è svolta su un sentiero, un tracciato che ripercorre l'antica via Julia Romana nell'Alta Valle del torrente But, in Carnia.
Quest'anno il tema della meditazione tenutasi lungo il percorso era “il valore del silenzio”.
Nelle “stazioni” di questa “Via memoriae” (Percorso della memoria) sono state letti brevi, semplici pensieri per indurre i partecipanti, alpini e non, alla meditazione.
Erano presenti alpini friulani e di altre regioni con i vessilli, le Sezioni di Milano e di Vicenza, oltre a quello della Sezione Carnica e alle decine e decine di gagliardetti dei gruppi.
“E' stata una manifestazione più spirituale che materiale” ha detto qualcuno, il camminare, la fatica hanno assunto la forza di uno stimolo alla riflessione.
Il lento procedere nel freddo intenso del tardo pomeriggio e, poi, ancor più al calare delle tenebre, hanno permesso di rinforzare lo spirito alpino.
Al termine, poi, quale “sigillo” la S. Messa celebrata nel tempio austero che raccoglie le spoglie di migliaia di alpini caduti che sono conservate nelle diverse cripte della Chiesa del “Vecchio Cristo”.
L'evento, unico nel suo genere, ha voluto e vorrà sempre ricordare il patimento di tutti gli alpini (nel 1° e 2° conflitto) prendendo come punto di riferimento l'ultima battaglia, Nikolajewka, sul fronte russo il 26 gennaio 1943 e partendo da questa simbolica data contribuire a “ricostruire l'alpinità” dei partecipanti, soprattutto alpini, ma una sana educazione anche per i non alpini.
E' infatti una manifestazione che deve ricordare non solo agli appartenenti al Corpo, ma a tutti gli italiani, il tributo di sangue, l'inaudita sofferenza di coloro che li hanno preceduti e di cui gli alpini di oggi devono imporsi di essere degni continuatori.
Si rinnova, al termine di questo breve articolo, l'invito quindi per l'ultimo sabato del gennaio 2013 per tutti coloro che volessero riprendere un cammino di vita “alpina” che dovrà permettere non solo di camminare, ma di vivere con impegno la vita di tutti i giorni da onesti cittadini, da veri italiani.

(Stralcio articolo in parte tratto dal quotidiano Il Messaggero (Il video è stato condiviso su You tube) 


Un caro cordiale saluto Gaetano Agnini

 


Il  Gruppo Alpini "Remo Rizzardi " di Mori dice:

GRAZIE

FRASI CELEBRI SULLA PACE

  • ''La felicita' e la pace del cuore nascono dalla coscienza di fare cio' che riteniamo giusto e doveroso, non dal fare cio' che gli altri dicono e fanno.'' - GANDHI

  • ''La poesia e'un atto di pace. La pace costituisce il poeta come la farina il pane.'' - Pablo Neruda

  • ''Per avere una vera pace, bisogna darle un'anima. Anima della pace e' l'amore.'' - Paolo IV

  • ''La migliore costituzione per qualsivoglia potere, si comprende facilmente a partire dal fine dello stato civile: che non e' niente altro che la pace e la sicurezza della vita.'' - Spinoza

  • ''Siate sempre in guerra co i vostri vizi, in pace con i vostri vicini, e fate si che ogni anno vi scopra persone migliori.'' - B. Franklin

  • ''L'Italia, a mio avviso, deve essere nel mondo portatrice di pace: si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame. Il nostro popolo generoso si e' sempre sentito fratello a tutti i popoli della terra. Questa e' la strada, la strada della pace che noi dobbiamo seguire.'' - S. Pertini

  • ''Non si puo' separare la pace dalla liberta' perche' nessuno puo' essere in pace senza avere liberta'.'' - Malcom X

  • ''Non importa la durata del viaggio, ne' il tempo trascorso, ma il cammino intrapreso e percorso e le impronte Amore lasciate per sempre....'' - Anonimo

  • '' La pace non puo' regnare tra gli uomini se prima non regna nel cuore di ciascuno di loro. '' - Karol Wojtyla

  • '' La pace e' piu' importante di ogni giustizia; e la pace non fu fatta per amore della giustizia, ma la giustizia per amor della pace.'' - Martin Lutero

  • ''Apprezza cio che sei perché tu sei amore, quell'amore che cerchi in ogni cosa e in ogni dove. Accogli cio' che tu sei perche' tu sei cio' che cerchi di essere, cio' che tu vuoi essere, tu sei la vita che crea la tua vita. Accetta te stesso, amore del tuo amore, perché tu sei cio' che hai tanto bisogno di essere. Sorridi all'amore che tu emani perche' tu sei quell'amore che cerchi in ogni luogo, pace dei tuoi sensi.'' - Paulo Coelho

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